Le 32 squadre Mondiali 2010
Consulta qui sotto, le schede delle 32 squadre partecipanti ai Mondiali 2010 di Sudafrica. I punti di debolezza, i punti di forza, tutto quello che devi sapere per realizzare pronostici vincenti e monetizzare le tue scommesse Mondiali 2010.
SUDAFRICA: Dopo tanti anni di attesa, sta arrivando finalmente l’ora di scendere in campo e giocarsi i Mondiali 2010 di casa. La squadra sudafricana, però, non sarà tra le favorite alla vittoria finale, e sarà già un successo se riuscirà a superare la fase a gironi. Troppo ardui, infatti, gli ostacoli rappresentati da Messico, Uruguay e Francia, tre nazionali di buona tradizione calcistica e due di loro già campioni del mondo. La squadra allenata da Carlos Parreira, allenatore che ha guidato il Brasile alla vittoria del campionato del Mondo 1994, dovrà necessariamente vivere alla giornata e contare sull’entusiasmo derivante dal disputare la manifestazione sui campi amici. Parreira avrà una squadra composta da giocatori provenienti dal campionato sudafricano, poco avvezzi alle platee mondiali, nonostante la partecipazione alla Confederations Cup 2009. Punti i forza i giocatori che giocano in Europa, tra cui il giocatore dell’Everton Steven Pienaar, Bernard Parker della Stella Rossa e Mokoena del Portsmouth. Il difetto principale è la bassa qualità della formazione sudafricana, che nella coppa delle Confederazioni e nelle ultime amichevoli, ha parecchio deluso, oltre a mostrare una incapacità ad andare in rete.
MESSICO: La nazionale centroamericana vuole migliorare gli ottavi di finale raggiunti nelle ultime quattro edizioni dei Mondiali 2010. L’obiettivo di raggiungere la seconda fase è sicuramente alla portata della formazione allenata da Aguirre, il quale può contare su una formazione molto giovane, per la maggior parte composta da giocatori provenienti dal campionato messicano. Nei ruoli chiave, Aguirre può contare su uomini di grande esperienza quali Torrado, capitan Pardo, il difensore Salcido e l’attaccante Bravo, ma anche su talenti come Carlos Vela, militante nell’Arsenal, Nery Castillo, ex Manchester City ora allo Shaktar Donetsk. Il selezionatore messicano deve conferire ai suoi giocatori la mentalità vincente per poter allungare il più possibile la permanenza in Sudafrica.
URUGUAY: La nazionale allenata da Oscar Tabarez arriva in Sudafrica, dopo aver superato il play-off contro il Costa Rica, dopo essere arrivata al quinto posto nel girone sudamericano. La squadra che l’ex tecnico del Milan porterà in Africa, sarà una rosa dalla non elevata età media e composta per lo più da giocatori provenienti dai vari campionati europei. Punti fermi, il difensore Diego Lugano e l’attaccante Diego Forlan, 22 reti realizzate in 57 apparizioni con la Celeste. Si tratta di una squadra che riassume al meglio le caratteristiche tradizionali della nazionale sudamericana, dotata della proverbiale “garra”, la grinta e la tenacia, ma manca quel pizzico di fantasia necessaria a dar fastidio alle squadre superiori tecnicamente. Si giocherà l’accesso agli ottavi di finale.
FRANCIA: La qualificazione è arrivata fra mille difficoltà e, sopratutto, fra mille polemiche, solo dopo un play-off con l’Irlanda e…una mano provvidenziale, quella di Thierry Henry, che ha fatto andare su tutte le furie l’Irlanda intera. Seppur arriva in Sudafrica con poco credito da parte della critica, la Francia è la vicecampione del mondo in carica e vorrà difendere al meglio la posizione ottenuta quattro anni fa. Per Domenech può essere l’ultimo grande torneo da seleziontore dei Galletti, pertanto vorrà lasciare il suo segno, sia dal punto di vista delle convocazioni, sempre molto discusse, sia dei risultati. Punti fermi di questa nazionale, Franck Ribery, Karem Benzema e le alternative Anelka e Henry, ma anche i giovani Gourcuff, Nasri, Ben Arfa: un team dotato di talento e grande fisicità. Ma i risultati degli ultimi anni non fanno ben sperare i tifosi d’Oltralpe, che sperano in una decisa sterzata di prestazioni rispetto alla fase di qualificazione. Unibet paga a 16 la vittoria francese della Coppa del Mondo
ARGENTINA: Dopo la grande paura, si può pensare a sognare in grande. La Selleccion di Maradona appare, però, un cantiere ancora aperto, con una non definita formazione base. C’è da aggiungere che certe scelte di Maradona destano quanto mai più di un dubbio, come l’affidarsi a uomini molto avanti con l’età. Ma il tecnico argentino è sempre molto attento alla crescita dei talenti argentini, che giocano sia in patria che all’estero. I risultati e le prestazioni fornite durante le qualificazioni, farebbero pensare al peggio. Ma si tratta di una potenza calcistica mondiale, reduce da risultati deludenti in Coppa del Mondo e pertanto, potrà contare sull’orgoglio e la freschezza dei suoi campioni, Messi su tutti. Il girone appare superabile, per il proseguo è necessario acquisire tanta fiducia in sé. Unibet quota a 9 la vittoria della nazionale di Maradona in Sudafrica.
NIGERIA: Torna ai Mondiali, otto anni dopo l’avventura nippo-coreana, terminata deludentemente già alla fase ai gruppi. E’ arrivata in Sudafrica dopo una qualificazione molto sofferta e a tratti incredibile, a spese di una Tunisia che già pensava al soggiorno sudafricano. Il selezionatore James Peters ha a disposizione una rosa giovane, molto rinnovata e composta dagli eredi delle “Super Aquile” degli anni ‘90. Punto forte della squadra è il reparto avanzato, con Obafemi Martins giocatore più maturo dopo la serie di esperienze, oltre a tutti gli altri giocatori che militano in Europa. Il tecnico dovrà lavorare sulla mentalità dei calciatori nigeriani, dotati di grande talento, ma molto discontinui.
COREA DEL SUD: La nazionale sudcoreana è alla settima partecipazione consecutiva ad una fase finale del campionato del mondo. Dopo i selezionatori olandesi Hiddink, Advocaat e Verbeek, sulla panchina della nazionale asiatica c’è Huh Jung Moo, che proverà a portare i suoi più avanti possibili. La squadra sudcoreana non può annoverare fra le sua fila giocatori di alto tasso tecnico e il leader sarà il capitano Park Ji-Sung, centrocampista del Manchester United. La maggior parte dei calciatori che verranno convocati per il Mondiale, gioca in patria, tranne qualche elemento come Lee Young Pyo del Borussia Dortmund, oppure il difesore dello Zenith San Pietroburgo Kim Dong Jin, o gli attaccanti Lee Keun e Park Chu, militanti rispettivamente nel Paris Saint Germain e nel Monaco: saranno loro a dare la qualità tecnica necessaria a passare agli ottavi di finale.
GRECIA: Otto Rehaggel ha inseguito la qualificazione mondiale dal 2001, quando arrivò sulla panchina della nazionale ellenica. Adesso, dopo anni di trionfo per la nazionale greca, tra cui l’incredibile trionfo a Euro 2004, torna alla fase finale del campionato del mondo, dopo l’unica partecipazione datata 1994. E in quella edizione, terminata alla fase a gironi, ha sfidato due delle squadre che incontrerà in Sudafrica, Argentina e Nigeria. Rehaggel può contare su una buona formazione, che rappresenta al meglio la crescita esponenziale del calcio greco. Gekas, attaccante del Bayern Leverkusen, è stato il capocannoniere delle qualificazioni della zona europea, con 10 reti messe a segno. Si gioca la qualificazione con Nigeria e Corea.
INGHILTERRA: Arriva in Sudafrica con gli occhi puntati addosso, visto che è considerata come una delle favorite alla vittoria finale. Fabio Capello ha risollevato le sorti di una nazionale depressa all’indomani della mancata qualificazione ai campionati europei 2008. Si è visto un ordine tattico, un gioco efficace e a tratti spettacolare, che sfrutta finalmente la grossa potenzialità a disposizione. E’ inutile ribadire i giocatori a disposizione dell’ex tecnico di Milan, Juventus, Real Madrid e Roma, tra cui Gerrard, Lampard, Rooney, una riserva di lusso come David Beckham, John Terry, insomma una rosa con pochi punti deboli e tante qualità. Per quanto visto nelle qualificazioni, può arrivare fino in fondo. La vittoria inglese in Sudafrica è data a 7.
STATI UNITI: Dopo il sorprendente secondo posto in Confederations Cup, la nazionale statunitense ritorna in Sudafrica con la voglia di sorprendere. Ma si tratta di una formazione giovane, a cui prestare molta attenzione, senza sottovalutare la sua forza fisica e il talento di alcuni suoi elementi. Difficile arrivare ai quarti come nel 2002, ma il passaggio agli ottavi è possibile. La rosa a disposizione di Bob Bradley è molto giovane e reduce dalle esperienze nei campionati europei. Il giocatore più importante è Landon Donovan, 115 presenze e 41 reti nella nazionale a stelle e striscie, che guiderà la squadra in campo.
ALGERIA: Ritorna ai Mondiali, dai quali mancava da Messico 1986. Allora l’avventura si concluse ad un passo dalla qualificazione agli ottavi, stavolta i magrebini provano a conseguire l’impresa, sfiorata 23 anni fa. La qualificazione alla fase finale è pervenuta dopo un tumultuoso spareggio contro l’Egitto, vinto in maniera inaspettata. Il tecnico Saadane ha a disposizione una squadra che può vantare alcuni buoni calciatori, militanti per la maggior parte nei campionati europei, come quello francese, quello inglese o quello italiano. Spiccano alcune individualità come Meghni, Yebda e l’esperto Saifi, che dovranno provare a portare la squadra a realizzare il sogno ottavi di finale.
SLOVENIA: Ritorna a sorpresa in una fase finale del Mondiale, dopo l’unica partecipazione datata 2002. La nazionale balcanica, grazie ad un poderoso sprint finale, è riuscita a garantirsi il secondo posto utile ad accedere allo spareggio per la qualificazione Mondiale, vinto poi sorprendentemente contro la Russia. Il tecnico Matjaz Kek disporrà di un 23 non troppo giovane, ma nemmeno avanti con l’età. Ci sarà Zlatko Dedic, eroe della qualificazione, ma anche gli esperti Koren e Komac a metà campo. In generale, si tratta di una formazione modesta qualitativamente e a livello di esperienza internazionale, ma che sfrutterà le sue prerogative, come la grinta, la tenacia, caratteristiche tipiche delle squadre balcaniche.
GERMANIA: Non bisogna mai sottovalutare una nazionale come quella tedesca. Infatti, i teutonici non hanno mai deluso in una competizione internazionale per nazioni. Dopo la delusione della mancata vittoria in casa propria, la Germania, che avrà in panchina Joachim Low, proverà a migliorare il proprio piazzamento. Ma l’esordio non sarà per nulla semplice, visto che dovrà fronteggiare nazionli temibili come Australia, Ghana e Serbia: insomma gli inizi del cammino non saranno per nulla morbidi, come capitato quattro anni fa. Low avrà a disposizione una rosa collaudata e composta dalla solita spina dorsale, con in più quale faccia nuova proveniente dalla Bundesliga. Compattezza di gruppo, mente rivolta alla concretezza e poco allo spettacolo, saranno gli ingredienti per arrivare fino in fondo.
AUSTRALIA: I Socceroos tornano ai Mondiali dopo la partecipazione di quattro anni fa. L’Australia si è qualificata dopo aver vinto il girone della zona asiatica, nella quale partecipava per la prima volta. La nazionale allenata da Verbeek spera di poter ripetere le buone cose mostrate in Germania, dove la corsa si interruppe solo agli ottavi di finale al cospetto dei futuri campioni dell’Italia. Il tecnico olandese può contare su una formazione ampiamente collaudata ed efficace, basata su un atteggiamento tattico di tipo europeo, senza concedere più di tanto allo spettacolo. Sarà un girone più difficile di quattro anni or sono, ma in cui l’Australia può dire la sua.
GHANA: Il “Brasile d’Africa”, come è soprannominata la selezione ghanese, si affaccia alla seconda partecipazione ad una fase finale di un campionato del mondo. Si tratta di una squadra che sintetizza le maggiori qualità delle selezioni ghanesi, ricche di talento e di sfrontatezza. La squadra del serbo Rajevac può contare su alcuni giocatori particolarmente celebri, come il giocatore del Chelsea Essien e l’interista Muntari, ma anche su alcuni giovani interessanti come Kwadko Asamoah, Andrè Ayew, Anthony Annan e il giovane campione del mondo con l’uder 21 ghanese, Adiyah, già acquistato dal Milan. Unico limite, la mancanza di un grande bomber di livello, che può limitare le possibilità di gloria della squadra africana.
SERBIA: Dopo la brillante qualificazione ai Mondiali sudafricani, la squadra allenata da Antic vuole stupire. Sarà subito un inizio in salita, visto il difficile girone che il sorteggio le ha assegnato, ma la squadra serba ha tutte le carte in regola per far bene. Una nazionale che si fonda sulla forma fisica, sulla tenacia tutta jugoslava, ma anche sul talento dei suoi giovani giocatori e sui giocatori più esperti. I calciatori più rappresentativi sono Nemaja Vidic del Manchester United e Dejan Stankovic dell’Inter, che saranno circondato da tante piccole future stelle, come Zoran Tosic, Gojco Kacar, Petrovic e Subotic. Sarà necessario arrivare in Sudafrica subito in forma e mettere in campo la determinazione necessaria fin dall’esordio contro il Ghana.
OLANDA: Potenzialmente il tecnico Bert Van Marwijk ha in mano una corazzata, come nella tradizione delle nazionali olandesi. Giocatori come Sneijder, Robben, Van der Vaart farebbero la fortuna di qualsiasi squadra e la felicità di qualsiasi allenatore. Ma il problema sarà vedere in che condizione di forma si troveranno i calciatori “Orange” a giugno. A centrocampo e in attacco, la squadra non si può discutere e l’ex tecnico del Feeynoord aspetta Van Nistelrooy, oltre al pieno recupero di Van Persie, infortunatosi a ottobre. In difesa, non spicca un giocatore di grande talento, e forse questo potrebbe essere il punto debole della squadra. E’ stata inserita in un girone non semplice, ma ha le carte in regola per andare molto avanti nella competizione. Unibet quota a 14 la vittoria finale della nazione olandese.
DANIMARCA: La nazionale danese di Morten Olsen ha raggiunto il Sudafrica, dopo una brillante qualificazione, in un gruppo con Portogallo e Svezia. Niente male per una formazione senza grandi talenti e giocatori di alto livello. Tanta esperienza unita a giovani di buone prospettive, sono le speranze di successo dell’unica nazionale scandinava qualificata ai Mondiali 2010. A parte qualche giocatore, tra i quali Bendtner dell’Arsenal e Poulsen della Juventus, tutti i giocatori militano nel campionato danese. Parte come favorita per la seconda piazza, davanti al Camerun e il Giappone.
GIAPPONE: La nazionale del Sol Levante è alla quarta partecipazione consecutiva alla fase finale dei Mondiali. Per l’edizione sudafricana, il Giappone vorrebbe provare ad accedere agli ottavi di finale. Per riuscirci, dovrà vincere le resistenze di Camerun e Danimarca, considerando l’Olanda fuori discussione per la qualificazione. Il calcio giapponese è ancora oggi, un gradino sotto le scuole calcistiche che andrà ad affrontare in Africa, ma non per questo bisogna sottovalutare la nazionale di Okada. Tra i 23 saranno presumibilmente presenti calciatori come Nakamura, Inamoto, Honda, che hanno una discreta esperienza europea.
CAMERUN: Come tutte le nazionali africane, vive sempre di grandi serate alternate a prestazioni orribili. Paul Le Guen, però, può già contare su una squadra talentuosa e che l’aria di casa dell’Africa potrebbe infondere la giusta consapevolezza per fare bene. La stella dei “Leoni Indomabili” è Samuel Eto’ò, attualmente all’Inter, ma nella rosa si alternano giovani promesse, come Alexandre Song dell’Arsenal, Enoh dell’Ajax, N’Koluou del Monaco e il roccioso Makoun del Lione, ma anche vecchie volpi come Rigobert Song, arrivato a 129 presenze con la maglia della nazionale. Potenzialmente una grande fondo di talento e tecnica, ma che Le guen deve amalgamare al meglio. Può superare il turno a gironi e arrivare agli ottavi, che costituiscono l’obiettivo minimo.
ITALIA: I campioni del Mondo in carica, guidati ancora da Marcello Lippi, sognano di ripetere l’impresa di quattro anni fa. Ma, il gioco mostrato e l’eliminazione dalla Confederations Cup 2009, non fanno ben sperare i tifosi italiani. In più, gli eroi di Berlino, hanno 4 anni in più sulle spalle e di grosse alternative già da schierare fra i titolari, non ve ne sono tante. Ma Lippi pensa al ritorno di Francesco Totti in azzurro e spera che a giugno i giocatori più importanti, come Pirlo, Buffon, De Rossi, Zambrotta, Grosso, Gattuso, possano essere in una buona forma fisica. Il selezionatore azzurro ha chiuso le porte ad una possibile convocazione di Cassano, mentre aspetta di valutare giocatori come Toni e Borriello. Se ingrana la marcia giusta e ha la giusta forma, è sempre temibile per chiunque. Il bis italiano è pagato a 12,50 da Unibet.
PARAGUAY: Una formazione dal tipico sangue sudamericano dalla sua precisa identità. Gerardo Martino è riuscito ad amalgamare una formazione che è composta in prevalenza da giocatori con una buona esperienza nella selezione paraguaiana. L’attacco è il punto di forza della “Albiroja”, il quale può vantare tra le altre, le presenze di calciatori come Santa Cruz, Cardozo, Valdez o Cabanas, ma il resto della squadra non è niente male, con giocatori di grande sostanza e quantità. Nel gruppo F, i Guaranì possono dire la loro, anche al cospetto degli Azzurri, che si aspettano già un “speciale” trattamento da parte dei paraguaiani.
NUOVA ZELANDA: La squadra allenata da Herbert è una delle Cenerentole della rassegna iridata sudafricana. Ha ottenuto la seconda qualificazione ad una fase finale dei Mondiali, dopo la pessima esperienza di Spagna 1982, quando segnò solo 2 reti incassandone 12. La nazionale “All Whites” è composta prevalentemente da giocatori semi-professionistici provenienti dal campionato neo-zelandese, con atleti militanti nella MLS statunitense e qualche giocatore militante nei campionati britannici, come Chris Killen, attaccante del Celtic Glasgow. Sarà la squadra simpatia del torneo, ma le chance di passare agli ottavi sono davvero impossibili. Unibet quota il passaggio agli ottavi di finale a 12.
SLOVACCHIA: Prima partecipazione assoluta per la nazionale nata dalla dissoluzione della Cecoslovacchia. Dopo aver ottenuto la qualificazione ai Mondiali, in virtù della vittoria del proprio girone di qualificazione, la selezione allenata da Vladimir Weiss sogna di disputare un Mondiale da ricordare, anche se questo di Sudafrica 2010 verrà ricordato comunque. Stella della squadra Marek Hamsik, giocatore del Napoli, seguito da molti grandi club europei. La nazionale slovacca può anche annoverare altri giocatori di buon livello, come Robert Vittek del Lille o l’esperto Karhan, recordman di presenze nella propria nazionale, ma anche Sestak del Bochum e Skrtel del Liverpool. Una nazionale che risente della tradizione calcistica danubiana, ma dotata di rigore tattico e con poco spazio ad inutili fronzoli.
BRASILE: E’ la formazione, insieme alla Spagna, favorita per il successo finale. La vittoria in Confederations Cup ha consacrato la svolta di gioco impressa dal ct Dunga, in difficoltà nella prima parte della sua gestione. Invece, grazie ad un modulo di gioco ispirato più alla disciplina europea, dove però spicca l’immenso talento dei calciatori verde-oro, la nazionale brasiliana ha ripreso il posto che gli spetta, cioè quello di favorita d’obbligo alla vittoria della coppa del Mondo. Giocatori indispensabili nel gioco di Dunga sono i vari Julio Cesar, Lucio, Felipe Melo, Kakà, Luis Fabiano, un po’ la spina dorsale di questa squadra, che si può permettere di lasciare a casa giocatori come Ronaldinho, Ronaldo e Adriano. Non vi sono apparenti punti deboli per questa vera e propria corazzata, imbattibile se in giornata di grazia. La vittoria brasilana a Sudafrica 2010 è data a 6,40 da Unibet.
COREA DEL NORD: Torna dopo 44 anni di assenza dalla massima rassegna calcistica. Allora era Inghilterra 1966 e la nazionale nord-coreana eliminò niente di meno che l’Italia, destando profonda sensazione, sopratutto nel paese degli Azzurri, i cui tifosi ricordano quella incredibile disfatta. La nazionale nord-coreana è guidata da Kim-Jong Hun e ovviamente non è una nazionale di grande livello. Occupa la 91esima posizione del ranking Fifa e l’obiettivo principale è quello di non tornare a casa con clamorose figuraccie, visto la sua presenza in un girone che di ferro è definire in modo riduttivo.
COSTA D’AVORIO: Quattro anni dopo l’eliminazione al primo turno della prima esperienza ad una fase finale del Mondiale, gli Elefanti si apprestano ad affrontare la seconda loro partecipazione, stavolta vicino casa, nel continente nero. Ma, come in Germania quattro anni fa, anche stavolta si troverà ad affrontare un girone davvero complicato, con Brasile e Portogallo, oltre alla matricola Corea del Nord. Punta di diamante della nazionale ex Costa d’Oro, è il bomber del Chelsea Didier Drogba, ma Halilhodzic potrà contare su una formazione dotata della spavalderia fisica africana, ma anche del senso tattico imparato in Europa, nei tanti club del Vecchio Continente in cui militano i giocatori della nazionale. Primo obiettivo, mettere in difficoltà le antagoniste e mostare un buon calcio.
PORTOGALLO: Nonostante qualche difficoltà di troppo, il Portogallo ha staccato il biglietto per Sudafrica 2010 soltanto attraverso gli spareggi. La squadra allenata da Queiroz è collaudatissima e rispetto alle ultime grandi manifestazioni internazionali, non parte proprio tra le favorite. Motivo questo, per temere ancora di più le giocate che possano illuminarsi sulla scia di Cristiano Ronaldo, che sarà il leader di questa formazione. Con lui, ci sono anche i vari Pepe, Deco, Veloso, Moutinho, Ricardo Carvalho, ma il punto debole principale rimane l’assenza di un goleador che possa far fare il salto di qualità. Il Portogallo difenderà il quarto posto ottenuto quattro anni fa in Germania. Unibet quota la vittoria lusitana nel Mondiale a 30,00.
SPAGNA: Partono come l’unica squadra a poter distruggere i sogni di gloria del Brasile. Dopo la splendida vittoria a Euro 2008, il primo trionfo internazionale, la nazionale di Del Bosque ora sogna il magico bis, questa volta ancora più importante e pesante, la Coppa del Mondo. Arriva dopo due anni di grandi successi e una serie impressionante di partite utili consecutive, 35 per la precisione, serie interrotta con la sconfitta nella semifinale di Confederations Cup. Ha vinto agevolmente il primo raggruppamento di qualificazione a questi Mondiali, mostrando un gioco spumeggiante e prolifico, con una squadra che si può avvalere di straordinari talenti come Iniesta, Xavi, Fabrega, Torres, senza tralasciare bomber Villa, tra i favoriti per la vittoria nelle scommesse capocannoniere dei Mondiali 2010. Una formazione pressocchè perfetto, per qualità, gioco espesso ed esperienza internazionale. La difesa, l’unico punto su cui i critici potevano storcere il naso, è ben assestata e registrata dalla coppia blaugrana Puyol-Piquè. La vittoria spagnola al Mondiale è data a 5,50, mentre l’arrivo ai primi tre posti è offerto a 2,40 da Unibet.
CILE: La squadra di Bielsa torna alla fase finale di un campionato del Mondo dopo 12 anni, visto che l’ultima partecipazione è stata a Francia ‘98, quando fu estromessa agli ottavi di finale dal Brasile. Marcelo Bielsa, già selezionatore dell’Argentina, porterà con sé una nazionale che ha subito il lavoro di anni con l’inserimento di molti giovani calciatori usciti dal florido vivaio cileno. Sarà una squadra dalla basse età media, ma dall’alto tasso tecnico e di imprevedibilità. L’attacco è il reparto più importanate della squadra, con la presenze del bomber Humberto Suazo e del talento dell’Udinese Alexis Sanchez, che in Sudafrica vuole farsi notare dai grandi club. Ma i giocatori molto interessanti non si limitano a questi due, ma è tutto un gruppo ad avere talento da vendere. Il punto debole può essere rappresentato dalla discontinuità tipica delle nazionali sudamercicane, ma raggiungere l’obiettivo minimo, la qualificazione agli ottavi di finale, è un risultato alla portata della Roja.
SVIZZERA: Rispetto all’Europeo di casa e al Mondiale di Germania, poco è cambiato nella nazionale elvetica. Questo perchè, già l’allenatore svizzero poteva contare su una squadra molto giovane e su calciatori dalla buona esperienza internazionale. Dopo un Mondiale 2006 con tanti rimpianti, la squadra elvetica vuole stupire e giocarsela con tutte le sue tre antagoniste nel girone. Potrà contare, poi, sull’esperienza in panchina di Ottmar Hitzfeld, che darà ai giocatori le istruzioni necessarie per superare gli ostacoli. Saranno presenti molti calciatori naturalizzati svizzeri, come il centrocampista Abdi, oppure le punte Nkufo e Derdiyok. Punto di forza la difesa, che può contare su un grande affiatamento e che in Germania 4 anni fa non subì alcuna rete.
HONDURAS: L’ultima e unica partecipazione ad una fase finale di un Mondiale, fu quella di Spagna 1982. Adesso per la Bicolor è arrivato il tempo di misurarsi con i grandi del mondo, senza alcuna paura referenziale. La squadra centroamericana, allenata dal colombiano Rueda, conta su una rosa in cui spiccano i nomi del genoano Suazo, di Julio Leon, del giocatore del Tottenham Palacio, dell’ala destra del Bari, Edgar Alvarez e del difensore del Wigan Figueroa. Quasi tutti gli altri giocatori giocano nel campionato honduregno o in altri campionati minori, caratteristica che indica l’inesperienza a livelli internazionali. L’obiettivo è sorprendere e non prendere troppi gol.

